Il Riccio

Il riccio, un animale ’spinoso’
Comunemente lo si chiama Riccio (anche perchè sarebbe impossibile chiamarlo Erinaceus europaeus Linnaeus), è un mammifero di terra che spesso viene confuso con il riccio di mare (Echinoidea phylum) o con l’istrice (conosciuto dai più come porcospino).
L’errore si capisce facilmente data la presenza, in tutte e tre le specie, di aculei a tutto tondo per proteggere il corpo dalle aggressione e la cattiva abitudine di coinvolgere l’essere umano in questa categoria e quindi provocare danni fastidiosi e dolorosi ai malcapitati.
Secondo studi confermati il riccio, con tutte le sue sottospecie, deriva dai mammiferi di inizio cretaceo e non si sviluppa poi molto nel tempo. Il cervello resta limitato ed il corpo tozzo, per non parlare della dentatura.
Ciò che lo rende famoso all’uomo è la presenza di aculei su tutto il corpo come rivestimento protettivo dagli attacchi esterni. In Italia è molto diffuso ma si fa vedere poco, forse per le sue dimensioni o per il carattere generalmente riservato che lo caratterizza, ogni regione si caratterizza di una specie diversa per aspetto e nomenclatura, e qui i dialetti si sbizzarriscono con i nomi più vari.
Il riccio è un animale da bosco, così da poter restare coperto e al sicuro. Meglio ancora se i boschi si trovano a media altitudine anche se non disdegna le montagne fino a 2000 metri sul mare. È più difficile vederlo in aree aperte come la campagna perché mancano di rifugi adeguati, sicuramente però, i giardini di alcune abitazioni costituiscono un’eccezione.
Non è molto grande, può arrivare a misurare solo fino a 25 cm di lunghezza e pesare poco più di un chilogrammo (anche se durante il letargo questo peso può raddoppiare), manca quasi totalmente di coda e il suo senso più sviluppato è l’olfatto. Anche l’udito di un riccio è sorprendente ma quello da cui bisogna realmente tenersi alla larga sono i 5000 aculei che lo ricoprono.
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